Galleria Six è lieta di annunciare l'apertura della mostra WILHELM VON GLOEDEN (Wismar 1856 - Taormina 1931), curata da Chiara Bertoni, 29 ottobre - 29 novembre 2022.

 

 

Quando nel 1878 io cominciai ad occuparmi di fissare col mezzo della fotografia scene vere di vita vissuta, il mio lavoro costituiva un'impresa ben ardua.  

La fotografia era allora relegata nello studio del fotografo e si basava unicamente sull'artificiosa illuminazione della terrazza.  

Solo eccezionalmente il fotografo si allontanava dal suo studio per riprodurre qualche paesaggio o architettura.  

 

Venuto in Italia per ristorare il mio fisico, ritrovai col sole d'Italia la salute, ed ebbi dal cielo d'Italia un immenso aiuto nel lavoro fotografico pel quale il sole è tanta parte. 

 

Il grande artista Sen. Francesco Paolo Michetti, al quale presentai a Francavilla al Mare i miei primi modesti lavori fotografici, m'incoraggiò colla sua viva approvazione, a continuare nella difficile impresa. Egli volle chiamarmi artista, ed alla mia obiezione che mai alcun dipinto era uscito dalle mie mani, per quanto avessi studiato all'Accademia di Weimar, così mi rispose: 

"La pittura è un'arte in cui si può essere artisti o mestieranti; la fotografia invece è un mestiere, ma ella è in essa un artista". 

 

Oggi non è più dubbio che con un temperamento artistico, anche la più anti-artistica camera può riprodurre mirabilmente scene liete e tristi della vita reale e darci opere piene di poesia, luce e bellezza. 

 

Se i mezzi tecnici per produrre opere d'arte non mancano oggi in fotografia, bisogna però che tali mezzi siano studiati come si fa nella pittura.  

Se ancora oggi opinioni diverse si contendono il campo, è perché non pochi nell'applicazione dei mezzi tecnici sono portati ad esagerazioni che non possono essere approvate... possono valere a sorprendere l'occhio, ma nulla possono creare. 

 

Io non ho mai creduto necessario che la fotografia per elevarsi debba rinnegare la sua origine.  

Essa non ha bisogno di abbassarsi a ciò per dare modo a chi ha temperamento artistico di fare rivivere nell'opera fotografica i sentimenti che egli provò davanti alla natura. 

[Wilhelm von Gloeden], Un artista fotografo insigne. W. von Gloeden  [1910] [1].

Tratta dal sito: www.giovannidallorto.com/gloeden/gloeden1900

 

 [1]Questa presentazione autobiografica, la sola esistente in italiano, apparve come: Un artista fotografo insigne. W. von Gloeden, "Il progresso fotografico", maggio 1910, pp. 129-131. 

Fu riedita per la prima volta in: Wilhelm von Gloeden, Ritratti (1898-1904), Edizioni dell'Elefante, Roma 1964, che però non indicò né data né provenienza.  

Da qui fu ripresa senza ulteriori indicazioni sulla fonte in: Italo Mussa (a cura di), Wilhelm von Gloeden, Malambrì, Taormina 1980, p. 19 e poi in: Wilhelm von Gloeden, Taormina. Poesie ed innocenza, Vittorio Malambrì, Taormina 1998, p. 5. 

A rintracciare la fonte è stata infine Raffaella Perna in: Wilhelm von Gloeden. Travestimenti, ritratti, tableaux vivants, Postmedia, Milano 2013, p. 198.

 

 

 

Galleria Six is pleased to announce the opening of the exhibition WILHELM VON GLOEDEN (Wismar 1856 - Taormina 1931), curated by Chiara Bertoni, 29 October - 29 November 2022.

 

When in 1878 I began my work of capturing real scenes of life through photography, it was a very difficult task.  

Photography was then relegated to the photographer's studio and relied solely on the artificial lighting of the terrace.  

Only exceptionally would the photographer leave his studio to reproduce some landscape or architecture.  

 

I came to Italy to refresh my physique, I regained my health with the sun of Italy, and I had from the sky of Italy an immense help in the photographic work for which the sun is such a part. 

 

The great artist, Sen. Francesco Paolo Michetti, to whom I presented my first modest photographic works in Francavilla al Mare, encouraged me with his heartfelt approval to continue in this difficult undertaking. He wanted to call me an artist, and to my objection that no painting had ever come out of my hands, no matter how much I had studied at the Weimar Academy, he replied: 

'Painting is an art in which one can be an artist or a craft; photography, on the other hand, is a craft, but one is an artist in it'. 

 

Today there is no longer any doubt that with an artistic temperament, even the most anti-artistic camera can admirably reproduce happy and sad scenes from real life and give us works full of poetry, light and beauty. 

While the technical means to produce works of art are not lacking in photography today, these means must be studied as they are in painting.  

If different opinions still contend the field today, it is because not a few in the application of technical means are prone to exaggerations that cannot be approved... they may be worth surprising the eye, but they can create nothing. 

I have never believed it necessary for photography to deny its origin in order to elevate itself.  

 

It does not need to lower itself to this in order to give those with an artistic temperament the opportunity to revive in their photographic work the feelings they had before nature. 

 

[Wilhelm von Gloeden], A distinguished artist photographer. W. von Gloeden (1910)

 By: www.giovannidallorto.com/gloeden/gloeden1900