PRESS RELEASE

Tonel

8 November - 23 December – 2008

Tonel is a reserved artist who, faced with the excesses of Cuban life and those of life itself, decided to take a step back and take the right distance to elaborate a critique that would defend his vulnerability and sensitivity; a critique based on sharp, corrosive humor and sometimes clownish parody.  For Tonel, the story becomes a painful and contradictory experience: a 'dance' in a vibrant yet decadent ideological context, a mixture of utopian dream and virulent lie, a grandiose failure whose potential has slowly degenerated into sordid miseries.  Tonel mainly turns to an eschatological vision of the Universe, which appears as an unpleasant place of vomit, feces, urine, where everyone's defecations, as well as the manifestation of power, are overwhelmed by the purifying / purgative force of laughter.

But laughter is never benevolent: although it can serve to reward us from evil, its most immediate impulse contains something even darker, bitter.

Tonel often evokes the mysterious banality of things and slips into sexuality as elevation.

Sex is present as energy, as a push, perhaps even as a possible occasion for discreet happiness, as a momentary relief and a way out.

Most of Tonel's works are drawings: the rendering on paper allows Tonel to express himself in ways that perhaps he could never put into practice in his life, as it is a "flexible" space and a daily diary in which unexpected situations can be created where inhibitions can be pleasantly blurred.

Many of them are self-portraits because the will of self-defense has led him to split into a fictitious character and his self-portraits are a bit like alteregos.

The caricature allows him to explore his wounds and reveal them without rhetoric.  Tonel is not a pure caricaturist in the literal sense of the term; he appropriates such a linguistic register to integrate it with his personal style.

In Tonel's world, comedy is absurd and cruel: he shows us figures that are still working despite amputating and bleeding legs, or useless arms that stretch exaggeratedly in the direction of a heap of feces, or a penis that penetrates the ground and emerges as a plant.

Men are the same as always; they wander around like clowns immersed in their desire for silence, whose fragility and loneliness are rendered by Tonel through the frankness of his visual dialect.

Another fundamental element in almost all Tonel's works is language: words provide a frame to read the image and, vice versa, the image serves to illustrate the words.

His interest in the relationship between image and word has been clear since his early drawings, where he seems to combine the Cuban graphic tradition with the influences of underground comics; in fact, he knew consumerist America as a child and then as a teenager, when comics circulated from hand to hand in Havana and pop culture filtered through the stories his parents learned about when they went shopping or passed through Fifth Avenue.  Later Tonel's interest in language came from his encounter with conceptual art, where language itself played a central role in the composition of the work.

Art becomes a selection of pictorial images and linguistic codes, language itself becomes the protagonist.

To understand the universe of an artist, it is usually necessary to be able to glimpse a logic emerging from his works.

However, in Tonel's work one could speak of a 'logic of ambiguity', since what seems to interest him most is to unhinge our assumptions about how we believe things should be.

Tonel seems inclined to that pagan vision according to which the narrator ego is never sure of the originality of what he says and is often not even sure of the origins of his narrative, where he always leaves some space for the unspoken.

a work of art must be a space of freedom...

Tonel, Lesson of solitude; Morris and Helen Belkin Gallery, Vancouver,2000,p.44


Tonel

8 November - 23 December – 2008



Antonio Eligio Fernandez (Tonel)

(1958, Havana, Cuba)​

Tonel e un artista riservato, che di fronte agli eccessi della vita cubana e a quelli della vita stessa, ha deciso di compiere un passo indietro e prendere la giusta distanza per elaborare una critica che fosse in grado di difendere la sua vulnerabilita e sensibilita; una critica basata su un umorismo tagliente, corrosivo e talvolta su una parodia clowneristica. La storia per Tonel diviene un’ esperienza sofferta e contraddittoria: una ‘danza’ in un contesto ideologico vibrante ma al contempo decadente, una mescolanza di sogno utopico e bugia virulenta, un grandioso fallimento le cui potenzialita hanno lentamente degenerato in miserie sordide. Tonel ripiega prevalentemente su una visione escatologica dell’Universo, che appare come un luogo sgradevole di vomito, feci, urina, dove le defecazioni di ognuno al pari delle manifestazione di potenza, sono travolte dalla forza purificatrice / purgativa della risata.

Ma la risata non e mai benevola: anche se essa puo servire a ricompensarci dal male, il suo impulso piu immediato racchiude qualcosa di ancora piu oscuro, amaro .

Tonel spesso evoca la misteriosa banalita delle cose e scivola nella sessualita come elevazione.

Il sesso e presente come energia, come spinta, forse anche come una possibile occasione di discreta felicita, come un sollievo momentaneo e una via di uscita.

La maggior parte dei lavori di Tonel sono disegni: la resa su carta permette a Tonel delle modalita’ di espressione che forse non potrebbe mai mettere in atto nella sua vita , in quanto e uno spazio “flessibile” e un diario giornaliero nel quale possono crearsi situazioni impreviste dove le inibizioni possono essere piacevolmente sfumate.

Molti di essi sono autoritratti poiche la volonta di autodifesa, lo ha portato a sdoppiarsi in un personaggio fittizio e i suoi autoritratti sono un po’ come degli alterego.

La caricatura gli permette di esplorare le sue ferite e di svelarle senza retorica. Tonel non e un caricaturista puro nel senso letterale del termine; egli si appropria di un tale registro linguistico per integrarlo con il suo stile personale.

Nel mondo di Tonel la commedia e assurda e crudele: egli ci mostra delle figure che sono ancora funzionanti nonostante gambe amputante e sanguinanti, o braccia inutili che si allungano esageratamente nella direzione di un cumulo di feci, o un pene che penetra il terreno fuoriuscendone sotto forma di pianta.

Gli uomini sono gli stessi di sempre; si aggirano come clown immersi nel loro desiderio di silenzio, la cui fragilita e solitudine sono rese da Tonel attraverso la franchezza del suo dialetto visivo.

Un altro elemento fondamentale, in quasi tutti i lavori di Tonel e’ il linguaggio: le parole forniscono una cornice per leggere l’immagine e, viceversa, l’immagine serve ad illustrare le parole.

Il suo interesse nella relazion tra immagine e parola e chiara sin dai suoi primi disegni dove sembra unire la tradizione grafica cubana alle influenze dei fumetti underground; infatti egli conobbe l’America consumista da bambino e poi da adolescente, quando i fumetti circolavano di mano in mano all’Avana e la cultura pop filtrava attraverso i racconti di cui i genitori venivano a conoscenza quando andavano a fare la spesa o passavano per la Quinta Avenida. Successivamente l’interesse di Tonel per il linguaggio proviene dal suo incontro con l’arte concettuale, dove e il linguaggio stesso a svolgere un ruolo centrale nella composizione dell’ opera.

L’ arte diventa un selezionare immagini pittoriche e codici linguistici, il linguaggio in se diviene protagonista.

Per capire l’universo di un artista, solitamente bisogna riuscire a intravedere una logica emergere dalle sue opere.

Tuttavia nel lavoro di Tonel si potrebbe dunque parlare di una ‘logica dell’ambiguita’, dal momento in cui cio che maggiormente sembra interessarlo e proprio scardinare le nostre presunzioni riguardo a come crediamo che la le cose debbano essere.

Tonel, sembra incline a quella visione pagana secondo la quale l’io narrante non ha mai la certezza dell’originalita di cio che dice e non e spesso nemmeno sicuro delle origini della sua narrativa, dove lascia sempre un po’ di spazio per il non detto..

un’ opera d’arte deve essere uno spazio di liberta

Tonel, Lesson of solitude; Morris and Helen Belkin Gallery, Vancouver,2000,p.44

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