Tony Oursler

“DUB” 2003

 

23/01/10 – 03/04/2010

 

“E’ un modo di vivere le cose che non vogliamo affrontare nella vita reale”

Tony Oursler ha aperto nuove strade nel mondo della video/arte liberando le immagini dal limite del monitor video, schermo cinematografico convenzionale o picture frame.

Egli proietta le immagini su una varieta di superfici come fumo, cotone, palle, antenne e acqua; accompagnati da una colonna sonora della lingua parlata e/o suono d’ambiente. Immagini di volti umani, strane creature da films di fantascienza o da sogno surreale, ottenendo l’empatia e il fascino dello spttatore con le loro biomorfe forme con bocche fuori misura.

Oursler e affascinato dal modo in cui la societa si immerge in tecnologie come i films, la televisione ed internet.

“I Malavoglia li chiamano caricature... penso alle mie sculture come caricature elettroniche. Ho pensato molto a Disney e alla storia d’intrattentmento da Shakespeare a Spielberg; ho pensato a Daumier.

In “DUB” il video e girato in diversi pezzi e poi “rimescolato” all’interno del computer.

Gli elementi del viso-occhi-bocca sono mescolati come se fossero esseri umani del futuro...,

o esagerazioni degli esseri umani... qualcosa che ha a che fare con l’ingegneria genetica. Una cimbella con un vuoto al nucleo della personalita, non c’e niente li ma vuoto: non c’e il naso forse perche avendo passato anni a studiare la faccia, quello che attrae i bambini piu piccoli, e la simmetria di occhi grandi e labbra grandi”.

Nato nel 1957 a New York, dove oggi vive e lavora.

Ha ampiamente esposto negli Stati Uniti, tra cui il Museum of Modern Art (NY) e in quasi tutti i musei d’arte piu importanti nel mondo.

In Europa ha avuto numerose esposizioni personali tra cui la Wiener Secession di Vienna, Centre D’Art Contemporain di Geneva, Musee des Artes Modernes et Contemporains di Strasbourg, Stedeliik Van Abbemuseum di Eindhoven, Kunstverein di Hanover.

Il suo lavoro e incluso in numerose collezioni permanenti, tra cui la Tate Gallery e la

Saatchi Gallery di Londra, Le Centre Georges Pompidou di Parigi, il Whitney Museum of American Art e il Museum of Modern Art di New York, il Museum of Contemporary Art di Chicago e il Hirschhorn Museum di Washington, D.C.