Tonel

8 November > 23 December – 2008

 

Antonio Eligio Fernandez (Tonel)

(1958, Havana, Cuba)

5-1270 West 11th Avenue - Vancouver, BC, Canada V6H 1K5 - 604.736.1921  aetonel@yahoo.com 

 

Tonel e un artista riservato, che di fronte agli eccessi della vita cubana e a quelli della vita stessa, ha deciso di compiere un passo indietro e prendere la giusta distanza per elaborare una critica che fosse in grado di difendere la sua vulnerabilita e sensibilita; una critica basata su un umorismo tagliente, corrosivo e talvolta su una parodia clowneristica. La storia per Tonel diviene un’ esperienza sofferta e contraddittoria: una ‘danza’ in un contesto ideologico vibrante ma al contempo decadente, una mescolanza di sogno utopico e bugia virulenta, un grandioso fallimento le cui potenzialita hanno lentamente degenerato in miserie sordide. Tonel ripiega prevalentemente su una visione escatologica dell’Universo, che appare come un luogo sgradevole di vomito, feci, urina, dove le defecazioni di ognuno al pari delle manifestazione di potenza, sono travolte dalla forza purificatrice / purgativa della risata.

Ma la risata non e mai benevola: anche se essa puo servire a ricompensarci dal male, il suo impulso piu immediato racchiude qualcosa di ancora piu oscuro, amaro .

Tonel spesso evoca la misteriosa banalita delle cose e scivola nella sessualita come elevazione.

Il sesso e presente come energia, come spinta, forse anche come una possibile occasione di discreta felicita, come un sollievo momentaneo e una via di uscita.

La maggior parte dei lavori di Tonel sono disegni: la resa su carta permette a Tonel delle modalita’ di espressione che forse non potrebbe mai mettere in atto nella sua vita , in quanto e uno spazio “flessibile” e un diario giornaliero nel quale possono crearsi situazioni impreviste dove le inibizioni possono essere piacevolmente sfumate.

Molti di essi sono autoritratti poiche la volonta di autodifesa, lo ha portato a sdoppiarsi in un personaggio fittizio e i suoi autoritratti sono un po’ come degli alterego.

La caricatura gli permette di esplorare le sue ferite e di svelarle senza retorica. Tonel non e un caricaturista puro nel senso letterale del termine; egli si appropria di un tale registro linguistico per integrarlo con il suo stile personale.

Nel mondo di Tonel la commedia e assurda e crudele: egli ci mostra delle figure che sono ancora funzionanti nonostante gambe amputante e sanguinanti, o braccia inutili che si allungano esageratamente nella direzione di un cumulo di feci, o un pene che penetra il terreno fuoriuscendone sotto forma di pianta.

Gli uomini sono gli stessi di sempre; si aggirano come clown immersi nel loro desiderio di silenzio, la cui fragilita e solitudine sono rese da Tonel attraverso la franchezza del suo dialetto visivo.

Un altro elemento fondamentale, in quasi tutti i lavori di Tonel e’ il linguaggio: le parole forniscono una cornice per leggere l’immagine e, viceversa, l’immagine serve ad illustrare le parole.

Il suo interesse nella relazion tra immagine e parola e chiara sin dai suoi primi disegni dove sembra unire la tradizione grafica cubana alle influenze dei fumetti underground; infatti egli conobbe l’America consumista da bambino e poi da adolescente, quando i fumetti circolavano di mano in mano all’Avana e la cultura pop filtrava attraverso i racconti di cui i genitori venivano a conoscenza quando andavano a fare la spesa o passavano per la Quinta Avenida. Successivamente l’interesse di Tonel per il linguaggio proviene dal suo incontro con l’arte concettuale, dove e il linguaggio stesso a svolgere un ruolo centrale nella composizione dell’ opera.

L’ arte diventa un selezionare immagini pittoriche e codici linguistici, il linguaggio in se diviene protagonista.

Per capire l’universo di un artista, solitamente bisogna riuscire a intravedere una logica emergere dalle sue opere.

Tuttavia nel lavoro di Tonel si potrebbe dunque parlare di una ‘logica dell’ambiguita’, dal momento in cui cio che maggiormente sembra interessarlo e proprio scardinare le nostre presunzioni riguardo a come crediamo che la le cose debbano essere.

Tonel, sembra incline a quella visione pagana secondo la quale l’io narrante non ha mai la certezza dell’originalita di cio che dice e non e spesso nemmeno sicuro delle origini della sua narrativa, dove lascia sempre un po’ di spazio per il non detto..

un’ opera d’arte deve essere uno spazio di liberta

Tonel, Lesson of solitude; Morris and Helen Belkin Gallery, Vancouver,2000,p.44