Rafael Pareja

 

29 March > 29 April – 2008

 

MIND MAPS

 

“Pensare esige immagini, e le immagini contengono pensiero” (Rudolf Arnheim, 1974)

La nostra esperienza del mondo e un flusso ininterrotto di immagini, suoni, impressioni. Lo scorrere inesorabile del tempo -dimensione che ci sfugge, ci seduce e ci tormenta- fa si che ogni cosa conoscibile sia anche instabile, provvisoria, mutevole. L’essere umano, in balia di questa eterna corrente, aspira da sempre a fermarla, a congelarne i momenti. Eternare l’esistenza, altrimenti destinata all’oblio, di luoghi, persone ed eventi, non e solo compito degli storici, ma anche, da secoli, degli artisti. Lontana da qualsiasi pretesa di oggettivita, l’arte narra, evoca, testimonia e interpreta, offre pensieri e suggestioni attraverso oggetti che appartengono, contemporaneamente, al presente che abitano quanto al passato che raccontano.

Ma il rapporto dell’arte con il tempo, si sa, e molto cambiato negli ultimi due secoli. Prima scombussolato dalla comparsa di nuove e straordinarie “macchine della visione” (fotografia, cinema, video), poi messo alle corde dall’avvento di opere sempre piu effimere, provvisorie, degradabili. Dopo secoli passati a sfidare l’eternita, l’arte smette, provocatoriamente, di preoccuparsi della propria durevolezza e cerca, al contrario, di riassorbirsi nel flusso degli eventi, nello scorrere della vita.

Le nuove opere di Rafael Pareja testimoniano la volonta di riflettere ancora una volta sulle liasons tra arte e tempo. In un’epoca in cui lo statuto dell’immagine e -di nuovo- in piena mutazione, la loro esistenza transitoria (si tratta di un ciclo di disegni a pennarello su lavagne lavabili) non rappresenta una polemica contro l’oggettualita dell’opera d’arte, ma una ben piu complessa riflessione sulla sua funzione.

Questi lavori si situano infatti in una zona di esistenza intrinsecamente liminale. Sono a tutti gli effetti dei quadri -segni colorati su un supporto verticale-, ma del quadro rifiutano la stabilita. Dureranno lo spazio di una mostra (forse meno), dopodiche il loro ricordo sara immortalato solo da fotografie, come accade per gli happening e le performance (anche se, in questo caso, il tempo dell’azione ci viene totalmente precluso). Il carattere momentaneo di queste opere, la loro natura evanescente, non e una scelta casuale, ma conserva un rapporto costitutivo con la tematica che affrontano. Il soggetto di questi quadri

e infatti il piu sfuggente di tutti, il piu difficile da raccontare, bloccare, rappresentare. Rafael Pareja disegna mappe del pensiero.

Il riferimento immediato, reso esplicito dal supporto e dai materiali, e alle cosiddette mind maps, un sistema di rappresentazione grafica della conoscenza ideato negli anni Sessanta dallo psicologo inglese Tony Buzan e tuttora molto usato in ambito didattico e soprattutto aziendale. Lo scopo delle mappe mentali e quello di ottenere una visualizzazione efficace delle possibili connessioni associative di un concetto, stimolandone lo sviluppo in senso creativo. A partire da un’idea centrale, infatti, vengono estesi rami collaterali che possono contenere testi, immagini e grafici. Un sistema di segni che viene completamente stravolto dall’artista, che ne offusca la leggibilita, utilizzandolo in modo evocativo e sottilmente simbolico. Le mappe diventano cosi dei rebus, muovendosi sul filo di una rappresentazione che fonde la forza iconica del logo contemporaneo con l’ambiguita esoterica del geroglifico.

Ancora una volta Rafael Pareja fa collidere due universi lontani e tradizionalmente in opposizione: la sfera della razionalita e quella del pensiero inconscio. Le forze primigenie e incontrollate e gli sforzi umani di sistematizzarle. Questo incontro, pero, non puo essere che momentaneo. Una traccia labile che scivola sulla superficie senza mai fissarsi. Il territorio e incerto e la mappa va sempre ridisegnata...

 

Valentina Tanni

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