Galleria Six è lieta di presentare una mostra dell'artista “Luca Rossi” curata da Giacinto Di Pietrantonio. La mostra farà il punto sul progetto che vede impegnato “Luca Rossi” da 10 anni e può essere considerata la conseguenza e il risultato di 10 anni di attività. Quindici opere d’arte inedite di Luca Rossi e un’intervista video realizzata con il curatore. L'estetizzazione diffusa, la veloce proliferazione di immagini levigate e consegnate al consumo dove conta solo il mero presente della più piatta percezione, conducono a una fondamentale anestetizzazione. Luca Rossi, artista/collettivo critico, curatore, blogger, personaggio controverso che lavora anche con l’anonimato, una sorta di Anonymous del Sistema dell’Arte, ha reagito in questi anni a questa anestetizzazione stimolando confronto critico e realizzando progetti capaci di riflettere e resistere ai nodi della nostra contemporaneità.

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Luca Rossi è un’identità collettiva che chiunque può vestire. In questo modo il concetto di individualità artistica tradizionale viene messo in discussione, sollecitando chiunque ad un senso di responsabilità e opportunità. Luca Rossi è stato definito come la personalità artistica più interessante nel panorama italiano”(Exibart, 2010) da Fabio Cavallucci e come la nuova promessa dell’arte italiana da Giacinto Di Pietrantonio che lo indica come la “nuova Vanessa Beecroft” (Artribune, 2013).  Nel 2011 Alfredo Cramerotti (curatore di Manifesta e direttore del museo Mostyn, Galles) ha scritto: “Per essere onesto, “I’m not Roberta” (un progetto di Luca Rossi del 2011) mi ha fatto pensare più di decine di altri progetti che ho visto dal vivo” . Nel 2013 la critica d’arte Angela Vettese dichiara che da quando legge il blog di Luca Rossi ha smesso di dedicarsi alla pratica dell’arte ma solo alla teoria. Nel dicembre 2015 sulla rivista Alfabeta2 è stato pubblicato un confronto tra Mario Perniola e Luca Rossi. Nel 2017 un articolo della rivista Artribune riassume e ripercorre il lavoro di Luca Rossi a partire dal 2009.