Marco Bongiorni

Attempts for a utopian  fixity

 

opening:  13 dicembre 2012  no al 9 febbraio 2013

La Galleria Six e lieta di presentare Attempts for a utopian  xity, un progetto di Marco Bongiorni.

Per la prima volta nella sua programmazione, la galleria decide di rivolgere l’attenzione a un artista la cui ricerca indaga i funzionamenti dell’arcaico linguaggio del disegno, allo scopo di testarne e metterne in crisi le dinamiche interne, in una costante traduzione che mira a ottenere uno spostamento del  ne stesso di tale pratica.

Per Attempts for a utopian  xity Bongiorni presenta una serie di lavori inedita, risultato dell’ultimo anno di ricerca.

Negli anni Sessanta, con i suoi esperimenti sui movimenti saccadici, Alfred L. Yarbus e riuscito a tracciare i micro spostamenti che l’occhio compie durante l’esplorazione del campo visivo.

Partendo da tali riferimenti e da alcuni concetti espressi dal ricercatore Semir Zeki, padre della Neuroestetica, secondo cui “l’instabilita” e una caratteristica intrinseca del nostro sistema percettivo, l’artista produce una doppia opera scultorea.

Realizzato con riferimenti formali e materici provenienti da elaborati e raccolte personali strati cati nel tempo, il lavoro si pone come attivatore di un display che funzioni da sonda con la quale cogliere le fragili risonanze che impregnano il  usso cognitivo di chi l’osserva; si tratta di una fuga dalla  ssita, intrapresa con un mezzo che per sua stessa natura, invece, e immobile.

Attempts for a utopian  xity e un progetto concepito per ripensare il lavoro come attivatore di possibili tracciati esperienziali, di diagrammi concettuali altri, di percorsi cognitivi svincolati da strutture costanti e preordinate:

e un’attitudine verso un agire diretto su gli elementi costituenti e generanti il concetto, o forse, piu semplicemente, un tentativo di resistenza nei confronti del totalitarismo della ragione calcolante a favore dei piu sfuggenti meccanismi laterali del nostro pensiero.

La mostra si completa nel doppio disegno esposto, realizzato a penna Bic sulle pagine di un vecchio catalogo di ceramiche orientali, che funziona da contrappunto linguistico rispetto alla scultura, sviluppando un dialogo sottile tra l’intento narrativo delle forme e il riconoscimento del loro stesso processo formativo.

 

Marco Bongiorni e nato a Milano nel 1981, dove vive e lavora.

 

solo shows

-“Drawing by two”_GallerIA Marie Laure Fleisch_curated by Ludovico Pratesi_Rome_Italy_2011

-“La ripetizione, qualora sia possibile, rende felici”_The Gallery Apart_curated by Andrea Bruciati_Rome_Italy_2011 -“Drawing”_Galleria Artra_Milan_Italy_2008

-“Cave Canem”_Spazio Synphonia_text by Martina Cavallarin, Claudio Olivieri, Pierluigi Casolari_Milan_Italy_2005

 

selected group shows

-“WALLPAPERism”_Motel Campo_curated by Nick Oberthaler_Geneve_Switzerland_2011

-“Difetto come indizio del desiderio”_NeonCampobase_curate by Andrea Bruciati_Bologna_Italy_2011

-“Il ramo d’oro”_Teatro Nuovo Giovanni da Udine_curated by Andrea Bruciati, Eva Cumuzzi_Udine_Italy_2011 -“There is no place like home”_Via Col di Lana_Anna C. Bleuler, Francesca Chiacchio, Sara Errico_Milan_Italy_2010 -“For Exemple, Esempi di pittura nell’arte contemporanea”_Bonellilab_Canneto Sull’oglio_Italy_2010

-“We Can Be Heroes, Just Foro One Day”_Gallery 1000eventi_curated by Andrea Bruciati_Milan_Italy_2009

-“10° Premio Cairo”_Palazzo della Permanente_curated by Marco Pierini_Milano_Italy_2009

-“Appetite For Distruction”_Museo Nazionale di Villa Guinigi_curate by Alessandro Romanini_Lucca_Italy_2009 -“L’immagine Sottile”_Galleria Comunale D’arte Contemporanea_curated by Andrea Bruciati_Monfalcone . Italy_2009

-“Who Use The Space?”_Isola Art Center_curated by Marco Scotini_Isola Art Center_Milan_Italy_2005