Appempts Utopian Fixity

Bongiorni conduce un processo d’indagine rispetto ai meccanismi di lettura, percezione e visualizzazione del sensibile, con una particolare attenzione verso i funzionamenti dell'arcaico linguaggio del disegno, non solamente dal punto di vista formale, ma piuttosto testandone e mettendone in crisi le dinamiche interne, in una costante traduzione che mira ad ottenere uno spostamento del fine stesso di tale pratica.

Il disegno diventa, una sonda con la quale cogliere le fragili risonanze che impregnano il nostro flusso cognitivo, un'attitudine verso un agire diretto su elementi costituenti e generanti dei concetti.

Si tratta di una fuga dalla fissità, uno sforzo che mira a pensare il lavoro come un attivatore di possibili tracciati esperienziali, di diagrammi concettuali altri, di percorsi cognitivi svincolati da strutture costanti e preordinate, un tentativo di resistenza nei confronti del totalitarismo della ragione calcolante a favore dei più sfuggenti meccanismi laterali del nostro pensiero.